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Come migliorare nel ciclocross? I segreti di Gioele Bertolini

Con l’avvicinarsi dei Campionati mondiali di Ciclocross ti raccontiamo come la più grande speranza italiana si prepara per ottenere un piazzamento importante. Come competere con veri e propri schiacciasassi come Van Der Poel e Van Aert? Gioele Bertolini del team Selle Italia Guerciotti Elite ci racconta la sua esperienza, spiegandoci di come il movimento del ciclocross italiano può evolvere per avvicinarsi al livello di quello belga e olandese.

I prossimi 2 e 3 Febbraio si alzerà il sipario sui Campionati mondiali di ciclocross, di fatto chiusura di una stagione che ha visto il nostro Gioele Bertolini disputare prove di Superprestige e di Coppa del Mondo soprattutto sui sabbiosi percorsi del nord Europa. Grazie anche a questa importante esperienza, Gioele è oggi la freccia migliore nella faretra della squadra azzurra che si misurerà con i campioni belgi, olandesi e tedeschi sul fango di Bogense (Danimarca). Il giovane valtellinese in forza al Selle Italia Guerciotti Elite team ci ha raccontato come ci si prepara in vista dell’imminente impegno iridato.

 

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Ciclocross: Gioele, cosa vuol dire fare ciclocross nel 2019?

Gioele: “Prima di tutto voglio dirti che il ciclocross è uno sport che o ami oppure odi. Questa non è una disciplina che prevede mezze misure. I sacrifici sono all’ordine del giorno: per noi italiani competere con atleti soprattutto belgi, tedeschi e olandesi significa dover alzare di molto l’asticella rispetto a quando corriamo nel nostro Paese. In Belgio e Olanda il ciclocross è un vero e proprio sport nazionale, come qui il calcio per intendersi: è normale quindi trovare all’estero un livello di competizione, di esperienza e di allenamento più elevato nei nostri avversari. Questa è una prima considerazione che ti rivolgo qualora tu ti appresti ad iniziare la pratica del ciclocross, pensando di voler primeggiare: ehi… Non è per niente facile, sappilo. Devi pensare in grande: se deciderai di andare oltre le difficoltà iniziali, come in tutte le cose otterrai grandi soddisfazioni, cosa che ovviamente ti auguro. Fare ciclocross oggi significa non mollare mai: quando le gambe fanno male, quando freddo, pioggia e fango ti mettono a dura prova. Il ciclocross è una sfida prima contro se stessi e poi contro gli avversari.”


Come ci si prepara a queste vere e proprie sfide sul fango?

“Le mie sessioni di allenamento sono concepite per prepararmi ad essere un atleta il più completo possibile. Come potrai immaginare, a livello fisico le gare di ciclocross mettono a dura prova i corridori. Oltre ai tratti di tracciato da percorrere in sella alla bici, incontriamo normalmente porzioni di tracciato in salita (spesso con fondo sabbioso). E’ una questione di gambe, di forza, ma anche di agilità e di fiato. Per allenare tutte queste qualità io concilio palestra, bici e corsa. Chi concentra la propria attività agonistica unicamente sul ciclocross solitamente mette in preventivo una intensa preparazione estiva. In questo modo durante la stagione può programmare qualche richiamo di corsa e palestra, rimanendo al top della condizione più a lungo. Questo succede tipicamente ai corridori del nord Europa. Nel mio caso i mesi primaverili e la prima parte dell’Estate sono dedicati all’attività in MTB, questo fa si che il tempo utile per una preparazione fisica specifica per il ciclocross si restringa. Ovviamente la cosa non va a mio vantaggio, obbligandomi ad usare i primi appuntamenti ufficiali per trovare la miglior condizione. La mia settimana tipo è composta da cinque allenamenti che si sommano alla gara nel weekend. Due giorni a settimana sono dedicati all’attività in palestra, un giorno invece alla corsa. Durante tutti e cinque i giorni di allenamento vado in bici, anche dopo la sessione in palestra. Principalmente svolgo esercizi su strada, mentre un giorno a settimana mi concentro sul ciclocross. Quest’ultima attività è importante per affinare la tecnica e per farmi trovare pronto al ritmo gara.”


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Cosa manca al ciclocross italiano per raggiungere i livelli di quello nord-europeo?

“Un tempo in Italia eravamo i leader in questa disciplina. Lo stesso team Selle Italia Guerciotti Elite nel proprio palmares vanta diversi titoli mondiali vinti, ha avuto grossi successi a livello internazionale. Con il passare delle stagioni abbiamo investito poco e purtroppo abbiamo perso terreno rispetto a Belgio, Olanda e Germania. Negli ultimi anni i numeri stanno crescendo molto, per fortuna i giovani che si stanno avvicinando al ciclocross sono in costante aumento. Cosa ci serve per primeggiare anche all’estero nel giro di qualche anno? Direi soprattutto tracciati all'altezza: quando si esce dall’Italia si trovano percorsi durissimi: ad esempio in Svizzera, dove assomigliano a circuiti MTB. In Olanda e Belgio si incorre in percorsi sabbiosi, dove non si può mai smettere di spingere. I tracciati italiani sono stati mantenuti negli ultimi anni molto più semplici per allargare la possibilità di partecipazione a più ragazzi possibili, oggi va trovata però una formula che permetta ai migliori di misurarsi con indici di difficoltà più elevati. Solo così potremo uscire dall’Italia e sfidare alla pari i migliori del mondo. Sono comunque fiducioso, sto vedendo la crescita del nostro movimento.”

 

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Un ultimo consiglio da Gioele Bertolini per chi inizia a fare ciclocross?

“Per migliorare bisogna sicuramente allenarsi bene, ma è importantissimo anche cercare di “rubare” un movimento, uno stile e un po’ di esperienza da chi ci sta attorno. Soprattutto in gara a volte si possono vedere atleti che fanno cose fuori dal comune: Cerca di emularli, provare e riprovare i movimenti che hai visto ti permetterà di diventare sempre più forte.”

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