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Strade Bianche: una corsa che è già nel mito

In molti affermano che un giorno potrebbe entrare a far parte delle gare Monumento del ciclismo. Un traguardo che suggellerebbe la bellezza e il fascino della competizione. Di quale corsa stiamo parlando? Della Strade Bianche. Un evento nato nel 2007, quindi molto giovane, ma che in breve tempo è diventato uno dei più amati da professionisti, addetti ai lavori e appassionati.

 

Una storia lunga… pochi anni

Non inganni l’età. La Strade Bianche è davvero molto giovane, nel 2020 compie 13 anni, ma è invidiata da molti eventi sportivi più antichi, proprio per il prestigio che in poco tempo è riuscita a raggiungere. Un prestigio arrivato in maniera del tutto naturale grazie alla bellezza del percorso e dei paesaggi attraversati e al fascino delle strade su cui i ciclisti si cimentano. Le strade bianche, da sempre, richiamano suggestioni forti nel mondo del ciclismo: sterrato, fango e ghiaia sono elementi che di solito hanno poco a che fare con il ciclismo su strada, ma quando vengono in contatto creano un’esplosione di emozioni e momenti leggendari. Le colline del Chianti, San Gimignano, Siena, Montalcino e altri territori del senese… insomma, alcuni fra i luoghi più belli del mondo. È questa tutta la bellezza che mette in campo la Strade Bianche, una corsa che nel giro di pochi anni ha già saputo diventare una sfida epica fra ciclisti.

 

Il ciclista perfetto

Il tracciato della Strade Bianche è famoso per essere non solo mozzafiato dal punto di vista della bellezza, ma anche perché è molto impegnativo, a tratti durissimo. La gara senese ha molto in comune con le due grandi “classiche del nord”: i lunghi e faticosi tratti in strade dissestate, come la Parigi Roubaix e i numerosi e terribili muri, tipici del Giro delle Fiandre. Per questo motivo, non c’è dubbio che non tutti i corridori sono adatti a questa competizione, o quanto meno non tutti possono sperare di vincerla. Qual è il ciclista adatto a questa corsa? Potremmo dire un ciclista moderno, cioè non uno scalatore classico, non un puro velocista e non un passista, ma un atleta che sappia mettere insieme queste caratteristiche, in particolare quelle di velocità e passo. Guardando il breve albo d’oro della Strade Bianche, è facile capire chi sono i ciclisti più adatti a questo percorso, corridori che appunto possiedono queste qualità:

  • Fabian Cancellara, lo svizzero che ha già vinto ben tre volte questa corsa
  • il pluricampione del mondo Peter Sagan
  • il fenomenale Julian Alaphilippe
  • l’esperto Philippe Gilbert

Servono dunque notevoli capacità di resistenza, grande forza per spingere al massimo nei tratti collinari e nelle salite e un consistente fondo. La gara si svolge a inizio marzo, non tutti i corridori quindi sono già al 100% della forma, per questo motivo sono sempre possibili delle sorprese, come nel 2018 quando vinse il belga Tiesj Benoot.

Strade bianche corsa mito3

Il percorso

Il tracciato della Strade Bianche, 184 km in tutto, è molto tortuoso e ondulato, tanto sul piano planimetrico, quanto su quello altimetrico. Non vi sono lunghe salite, ma non mancano gli strappi più o meno ripidi, soprattutto sullo sterrato. Sono ben 63 i km di strade bianche, cioè ghiaiose e sterrate, divisi in 11 settori.

Un percorso che dagli amatori e appassionati, può anche essere pedalato con una gravel bike.

 

  • La partenza è da Siena e i primi chilometri, anche se ondulati, sono tranquilli e interamente su asfalto.
  • Al km 18 km ecco il 1° settore sterrato, lungo 2.1 km, la prima sfida su strada bianca per i ciclisti. Il settore 1, in realtà, non presenta grandi difficoltà, è completamente rettilineo e in leggerissima discesa.
  • Poco dopo arriva il 2° settore, di 5.8 km, e questo sì presenta le prime insidie della corsa, con un breve tratto in leggera discesa e un lungo passaggio in salita, con pendenze che sfiorano anche il 10%.
  • È presso la località di Radi che si trova il 3° settore, di 4.4 km, e subito dopo il 4° settore detto “La Piana”. Entrambi i settori non sono troppo impegnativi. Si pedala ancora qualche km ed ecco che i ciclisti sono chiamati ad affrontare la salita di Montalcino, che è la seconda ascesa della gara, 4 km al 5% di pendenza media.
  • Il settore numero 5 è il più lungo, con i suoi 11.9 km. Qui, senza dubbio la fatica si fa già sentire per molti atleti, anche perché poco un solo km inizia già il successivo tratto di sterrato, il , lungo 8.0 km. Questi tratti sono molto nervosi, con parecchie curve e saliscendi, quindi duri a livello fisico, ma anche mentale, perché richiedono un alto livello di concentrazione. Le gambe meno allenate, qui, risentono già delle prime fatiche ed è per questo che durante una corsa come la Strade Bianche, è molto importante dosare bene le forze.
  • Si passa nel comune di Buonconvento, per la seconda volta, dove è previsto il rifornimento fisso. Arriva il 7° settore sterrato di San Martino in Grania, della lunghezza di 9.5 km, in mezzo alle crete senesi. Un tratto impegnativo, con di leggeri saliscendi che si susseguono nella prima parte, per poi concludersi con una salita piuttosto dura.
  • Giunti a Ponte del Garbo inizia il settore 8, decisamente lungo con i suoi 11.5 km, visto il momento della corsa e considerando che è il più duro della Strade Bianche. È un tratto quasi tutto in salita, con diversi saliscendi e pendenze molto elevate.
  • Dopo un brevissimo sterrato di 300 metri in piano, si affronta il 9° settore, di soli 800 metri, ma caratterizzato da uno strappo con pendenze che superano il 10%.
  • Dopo Pieve a Bozzone i ciclisti sono chiamati ad affrontare il 10° e penultimo settore, di 2.4 km di lunghezza, che sulla strada in salita di Colle Pinzuto arriva a toccare pendenze del 15%. A questo punto, molti corridori alzano bandiera bianca.
  • Pochi chilometri dopo è posto l’11° e ultimo tratto sterrato, lungo poco più di un km, con una discesa ripida seguita da una veloce risalita che ha una pendenza massima del 18%. Ora mancano solo 18 km all'arrivo.
  • Gli ultimi chilometri si percorrono per un tratto all'esterno della città di Siena, prima in discesa e poi in salita, fino ad arrivare a soli 2 km dal traguardo, quando i ciclisti imboccano la via Esterna di Fontebranda, ascesa molto cattiva, con pendenze fino al 9%. A poco meno di un km dall'arrivo inizia la pavimentazione lastricata e la pendenza supera il 10%, fino a raggiungere, in via Santa Caterina, punte del 16%. Un passaggio che definire duro è davvero poco. Si svolta in via delle Terme e l’immissione in via Banchi di Sotto. A circa 300 metri dall'arrivo la strada inizia ad essere in leggera discesa, portando i ciclisti in piazza del Campo.

 

Il più audace, duro, coraggioso e forte ciclista di giornata potrà alzare le braccia al cielo in segno di vittoria. La Strade Bianche è una corsa che non può essere vinta da un corridore qualunque, ma solo da chi ha gambe, cuore e fegato da vendere.

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