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Triathlon, allenamento ed equipaggiamento con Davide Uccellari.

Una chiacchierata con l’Azzurro olimpico di Londra 2012 e Rio 2016 per capire meglio cosa significa praticare triathlon ad alti livelli. Che differenza c’è tra triathlon e ironman? Come si allena un triatleta professionista? Che equipaggiamento serve per fare triathlon? Scopriamolo insieme a Davide Uccellari.

Davide entra in Ursus accompagnato dal padre, suo primo tifoso, che lo segue in ogni uscita. Un ragazzo pacato, il nostro triatleta olimpionico: dalle sue parole si può percepire quanta passione, quanti sacrifici occorrano per praticare il triathlon a livelli importanti con continuità di risultati.

 

Chi è Davide Uccellari

Per prima cosa gli chiediamo un po’ di lui, su come dall’inizio si è avvicinato a questa attività. Davide con sicurezza ci spiega di come sia entrato per la prima volta in piscina all’età di due anni e di come non ne sia più uscito, pur praticando nel tempo altri sport come corsa e atletica leggera. Dopo il nuoto, la corsa è il suo secondo amore: a nove anni partecipa alla prima gara podistica e da li pian piano inizia a miscelare le sue abilità, aggiungendo man mano anche la bicicletta.
“Per un triatleta la componente del nuoto è un’abilità fondamentale” ci spiega Uccellari. “Si, perchè se riesci a stare al passo degli avversari in acqua e a fare un poi buon cambio in bicicletta non dai modo al gruppo di scappare. Se il gruppo se ne va in bici senza di te poi diventa quasi impossibile recuperare. Un triatleta con una base forte in piscina sarà sicuramente più difficile da affrontare.”
Davide pratica Triathlon su distanza Sprint e su distanza Olimpica, attività che l’ha portato a rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e di Rio 2016 oltre che a vincere due ori e quattro medaglie d’argento ai campionati nazionali. Sulla sua partecipazione alle Olimpiadi ci dice: “è stato pazzesco vedere la quantità di tifosi al seguito dei triatleti: in Italia questa attività non è molto praticata, come sport di origine anglosassone però in Inghilterra è stato fantastico affrontare i migliori del mondo con questa cornice di pubblico. Un’emozione unica.”

 

Il triathlon secondo Davide Uccellari

Triathlon e Ironman, distanze e differenze
Eravamo molto curiosi di sapere che cosa pensa Davide Uccellari dell’Ironman, segmento del triathlon tra i più in voga a livello mondiale. Perché ha scelto di praticare lo Sprint e non l’Ironman? Ha in mente di provare a fare qualche gara in futuro?
“La differenza fondamentale tra l’Ironman e il Triathlon Sprint Olimpico sono le distanze, che sono maggiori nell’Ironman” Risponde Davide. “Personalmente non ho ancora affrontato distanze Ironman. A livello agonistico il vero sogno per un triatleta sono le Olimpiadi, dove si percorrono 1500 m a nuoto, 40 km in bici e 10 km di corsa. Queste distanze relativamente corte fanno si che il focus vero della sfida sia la prestazione, ovvero il piazzamento ottenuto al termine della gara. Ecco che la selezione degli atleti diventa più ristretta: insomma, si deve passare per qualifiche e graduatorie. Si può inoltre tenere la scia degli altri atleti durante il tratto in bici.

 

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Nell’Ironman la filosofia è molto diversa: si viaggia su distanze molto più lunghe, parliamo di 3800 m in acqua, 180 km di ciclismo e 42,195 km a piedi. Ovviamente l’enorme sforzo richiesto per completare la gara diventa già di per se la prestazione che il triatleta va a ricercare. L’ironman nasce quindi come sogno o sfida contro se stessi più che competizione pura con altri triathleti. Alla fine conta più il tempo che sei riuscito a fare rispetto alla graduatoria di arrivo. Io per ora ho scelto di rimanere concentrato su distanze Sprint: magari in futuro, in un diverso momento della mia carriera, potrei anche pensare di provare il sogno Ironman”.

 

Triathlon: allenamento e nutrizione

Come si allena un campione come Uccellari? Davide ci spiega che in Italia non è facile trovare strutture pronte a concepire il Triathlon come sport a sé piuttosto che come unione di nuoto, ciclismo e corsa.
“Per chi inizia non è davvero facile. Non esistono società sportive dedicate e per partecipare alle gare è necessario percorrere tanti chilometri girando tutto il Paese, affiliandosi a dei gruppi sportivi come le Fiamme Azzurre. Io mi sono allenato spesso con tecnici diversi per curare le diverse componenti. I miei compagni di allenamento spesso non sono triatleti, ma professionisti di ciclismo piuttosto che di atletica leggera. L’ideale sarebbe sicuramente lavorare in modo più specifico: per fare questo cerco di partecipare a dei training camp in giro per il mondo. Avviene soprattutto quando vado in Nazionale, dove riesco a trovare tecnici e strutture più adatte.”
“A livello di sedute di allenamento - continua Uccellari - un triatleta si allena di norma 25 ore alla settimana alternando attività di forza o di scarico in palestra e in piscina ad attività di fondo in bici o a piedi. Una seduta giornaliera prevede tipicamente 2 ore di allenamento.”
Per sostenere questi ritmi di allenamento servirà un’alimentazione calibrata, pensiamo. Questa diventa la domanda successiva per il nostro Azzurro. “E’ importante dividere l’apporto calorico in più momenti durante la giornata. Ai tre pasti principali aggiungo uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio, inoltre durante l’allenamento o la gara porto con me degli integratori in gel oppure disciolti in acqua. Non faccio una colazione importante come si potrebbe pensare: niente uova ad esempio, privilegio yogurt e fette biscottate con marmellata. Mi aiuta a rimanere più leggero per affrontare la giornata. Il giorno della gara invece mangio qualcosa in più a metà mattina, in modo da essere pronto e performante per la partenza che normalmente è fissata a mezzogiorno.”

 

 

Triathlon: difficoltà

Quali sono le difficoltà maggiori per un triatleta in gara? Davide Uccellari punta il dito sul momento del cambio nuoto bici. Ci spiega come sia importante l’allestimento della posizione e l’attenzione da prestare al fine di evitare di incorrere in penalità.
“Un errore nel riporre l’attrezzatura, un vizio di forma potrebbe significare l’addio ai sogni di gloria in gara. All’inizio della mia carriera ho avuto difficoltà nell’entrare nell’ottica corretta del regolamento, con la pratica certo diventa tutto più semplice. Ai giovani consiglio di dedicare del tempo allo studio dell’attrezzatura e delle regole di utilizzo. I dettagli nel triathlon sono quelli che possono farti vincere o perdere.”

 


Triathlon: equipaggiamento

Che equipaggiamento serve per fare triathlon?
 “A livello di abbigliamento occorre un body e una muta da triathlon, corredate da scarpe da corsa con apposite stringhe elastiche e scarpette da ciclismo con chiusura in velcro che velocizzano le transizioni. Poi servono cuffia ed occhialini da nuoto. Ultima ma non meno importante, ovviamente, è la bicicletta! Esistono dei modelli crono molto aerodinamici e con cerchi dal profilo alto specificamente studiati per il triathlon, anche se la tendenza attuale nello sprint è quella di usare bici meno estreme, con ruote a medio profilo che secondo me sono la miglior scelta tecnica. Ad esempio io uso le Ursus Miura TS47 Evo oppure le Miura TC37. In allenamento invece prediligo le Athon in alluminio.”

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In conclusione

Abbiamo parlato di triathlon, distanze e allenamento con Davide Uccellari. E’ stato un bel pomeriggio in cui abbiamo potuto capire come si allena, come si nutre e che esigenze tecniche ha un triatleta del suo livello riguardo il suo equipaggiamento. Grazie Davide, in bocca al lupo per le tue prossime sfide.

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